Il ratto d’Europa (Diario di lavoro)

Provate a immaginare una stanza strana. Una stanza con nove giacigli. In uno di questi vi trovate voi: siete lì, addormentati, in preda a un turbine di sogni. Negli altri giacigli altre persone, del tutto sconosciute, come voi stanno sognando… Alcuni sognano di paesi e genti lontane, di miti e antiche leggende. Altri rincorrono le immagini di nuovi mostri, Scilla e Cariddi dei nostri giorni, generati dalla pubblicità, dalla frenesia degli acquisti e anche dalla crisi – sì, proprio quella crisi che di colpo sembra aver liquidato il consumismo, al punto da annichilirne (per sempre? chissà!) il perverso potere allucinatorio… Sognano di spread, di Bond e BTP, di tori che rapiscono fanciulle per fondare mondi nuovi, di guerre combattute per vendetta, avidità, per fede o per speranza, e ognuno di questi agitatissimi sogni ruota attorno a una parola, che torna e ritorna come un’ossessione: Europa.
Provate a immaginare, ora, che qualcosa venga infine a risvegliarvi, non certo per darvi consolazione dagli incubi della notte, ma per affidarvi un compito, da assolvere tutti insieme, voi e gli otto estranei che vi circondano al risveglio: salvarla, l’Europa, dal rischio di estinzione.
Voi nove, sì… Improbabile compagine che superando una delirante serie di erculee fatiche (condite in salsa Jeux sans frontières) sarà costretta a trasformarsi, da brancaleonesca armata, da accozzaglia di mondi e mentalità troppo diversi per immaginarsi uniti (come non di rado è accaduto alle nazioni europee), in una squadra. Una squadra vera, di quelle in cui le differenze tra i giuocatori sono una ricchezza. Insieme dovrete costruire strade, ponti e macchine per viaggiare, arrampicarvi su instabili corde per raggiungere traguardi improbabili, imparare nuove lingue, scommettere tutto su una fatale mano di sasso/carta/forbice che vi valga la salvezza di Atene o la visione della Gerusalemme celeste, compilare bandi di concorso per aggiudicarvi finanziamenti strutturali UE, cucinare ricette balsamiche per l’economia provata del vecchio continente, e alla fine affrontarlo, il “Resto del Mondo”, in una tragicomica disfida decisiva.
E ora provate a immaginare che tutto questo possa accadere per davvero, a teatro. Dal 9 al 19 maggio il palcoscenico del Teatro Storchi si travestirà da crocevia fatale del destino dell’Europa… per finta, si sa! Ma fino a che punto? Il Ratto d’Europa è arrivato, Signore e Signori! E dove finisca la finzione e incominci la realtà potranno dirlo solo gli spettatori presenti in sala.
Uno spettacolo didattico? Un concerto? Una piattaforma culturale interattiva? Un manuale di sopravvivenza in forma teatrale per giovani e vecchi europei? Un’occasione per affrontare i problemi dell’attuale Unione, saggiandone difetti e pregi? Un po’ tutte queste cose assieme, ma soprattutto un’opportunità per interrogarsi radicalmente, oltre le ovvietà della cronaca, su dove sia e cosa sia l’Europa e magari scoprire quante siano le “Europe”.

Il Ratto

 
 

Riflessioni sul ratto…

 

Il ratto d’Europa non si ferma qui. Alcuni commenti, su facebook o via mail, ci sono arrivati in questi giorni. Ci è piaciuta l’idea di pubblicarli qui di seguito. Saremmo ancora più felici di raccogliere nuove impressioni, critiche, idee. Vai in fondo alla pagina e lasciaci un tuo pensiero.

Ma le attività del ratto non si fermano qui!

 

 

 
 

31 Responses so far.

  1. Yusuf Abukar Kabir scrive:

    Per mesi e mesi se ne è parlato, si è lavorato ed un’intera città vi ha partecipato con estremo entusiamo e voglia di fare. Il progetto teatrale ‘Il Ratto d’Europa’, che ha trovato come primo laboratorio di sperimentazione Modena, ha raccolto intorno a sé, durante il suo percorso, associazioni ed altre realtà del territorio che ricorderanno per sempre e con gioia, la straordinaria cooperazione nel voler aderire ad un’opera di riflessione comunitaria sul tema dell’Europa. Grazie a coloro che hanno ideato, collaborato ed aderito al progetto, la città ha riscoperto il profondo interesse e l’amore per il teatro, per l’arte e le attività culturali; per la loro salvaguardia, la loro tutela e la loro promozione, mantenendo lo sguardo ben orientato verso il futuro, riservando una particolare attenzione ai giovani ed alimentando con la stessa passione, le nuove generazioni. Attraverso una carica potentissima di vivacità, la compagnia teatrale e i collaboratori sono stati capaci di far vivere alla città un nuovo modo di fare teatro, abbracciando tutta la comunità modenese, e facendo diventare i suoi abitanti, autori dello spettacolo. È quindi necessario che tali collaborazzioni continuino in futuro e che non si rinunci mai a ció; perchè l’investimento emotivo in tali progetti fa bene a chi li vive, ma soprattutto all’intera città.

  2. Luisa Cardella scrive:

    Ci avete emozionato, fatto riflettere seppur da lontano, ci avete dato l’idea di un nuovo modo di fare teatro….ed ora che il tanto atteso momento è arrivato…..mi piace citare una frase che un grande mio maestro amava spesso dire tra una lezione e l’altra (io c’ero) : “Sarei tentato di dire che non esistono cattivi maestri, ma solo cattivi scolari”. (E. Sanguineti)

  3. Antonella Buja scrive:

    Complimenti al Ratto d’Europa Modena, a Ert Modena e a tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto.
    La “prima” di ieri sera è stata emozionante e coinvolgente. Non mancheremo di tornare in queste sere, a rivedervi e ad apprezzare nuovamente questo incredibile spettacolo.
    Avete saputo riportare l’Europa vicino ai cittadini, socializzando ideali, principi e concetti che talvolta si dimenticano. Avete saputo farci ridere e commuovere.
    Grazie, mai come quest’anno a Modena l’Europa c’è!

  4. Maria Verticilo scrive:

    Mi mangio le mani… anzi mi rodo le mani per non poter venire! nei pochi e fulminei flash delle vostre prove che si intravedono dall’intervista, brilla la vostra bravura: nei tempi, nell’impostazione… mamma mia ragazzi, portateVi in tutta italia, siete energia pura

  5. Lisa Giubertoni scrive:

    A Lino Guanciale , Michele Dell’Utri e a tutti gli altri attori del Ratto d’Europa che non ho ancora tra gli amici… COMPLIMENTI! È stata davvero una gran bella serata! Siete stati davvero tutti bravissimi! Saper intrattenere un pubblico per ben quattro ore di fila senza pause non è assolutamente semplice! Ma voi ci siete riusciti! Come mai ha fatto così tanto successo questa “prima” del Ratto d’Europa?? Perché siete riusciti a coinvolgere il pubblico come avevate anticipato in questi ultimi giorni! è stato davvero uno spettacolo molto coinvolgente che ha saputo interessare ed entusiasmare il pubblico per ben quattro ore, facendolo intervenire anche direttamente nel corso della rappresentazione! Davvero bravi, bravi, bravi! Questo spettacolo é frutto di un lungo, impegnativo, ma anche divertente lavoro che state portando avanti da mesi e a cui vi siete molto affezionati…. e questo si é visto, il vostro impegno non é passato inosservato, anzi! Spero vivamente che anche le prossime serate vi regalino altrettanti trionfi e buoni risultati! Ve lo meritate! Ovviamente riposatevi anche eh!! ahah .. perché spettacoli di questa durata sono davvero molto impegnativi, ma allo stesso tempo vi hanno regalato anche tante emozioni e successo! Complimenti davvero a TUTTI !!!

  6. Emmanuela Marchi scrive:

    So che sembra assurdo, ma ieri, in giro per Firenze intorno alle 21.00 ho avuto una specie di attacco tachicardico… come se toccasse a me salire sul palco! E vi ho pensato tanto tanto! Dai commenti direi che è stato strepitoso… non vedo l’ora che tocchi a me esserci!!!

  7. Patrizia Forni scrive:

    Ero alla prima del Ratto d’ Europa spettacolo magnifico ed entusiasmante! Grazie per la vostra energia e il vostro talento che per chi assiste sono linfa vitale, grazie per la bellezza, per il divertimento, per il racconto che con la vostra bravura avete espresso al massimo, malgrado le quattro ore di spettacolo !!! quando il Ratto si concluderà vivremo un senso di vuoto perché questi mesi, in particolare l’ultimo, così pieno si incontri e di eventi così diversi tra loro, ci hanno viziati e portati in un turbine inebriante e giocoso al quale difficilmente capita di partecipare. Grazie per tutto questo, grazie a Longhi per la sua intuizione e la capacità di mettere insieme tutto quanto. Che dire? toccherà venire a Roma ovviamente… chi se lo perde il Ratto della capitale? un abbraccio, virtuale, a tutti

  8. Nadia Bianco scrive:

    È stata una bella occasione per imparare qualcosa sul teatro. Conoscere la genesi de Il Ratto d’Europa, il punto di vista di regista e attori ed esprimere il mio apprezzamento per lo spettacolo che fornisce parecchi spunti di riflessione e spinge lo spettatore a un ruolo attivo, lo aiuta a coltivare un proprio spirito critico. progetti come questo rappresentano un dono per gli spettatori che non si esaurisce con la fine dello spettacolo. Grazie

  9. Elisa Braglia scrive:

    Finalmente ieri sera, dopo avervi seguito in questa avventura fin dall’inizio, ho visto lo spettacolo.
    Anche se vi ho seguito in questi mesi non riuscivo a immaginare come sarebbe stato costruito il lavoro finale e devo dire che, se possibile, avete anche superato le aspettative. Avete prodotto un spettacolo vivace, didattico coinvolgente ed energico.
    Vi ho visti esausti ma soddisfatti alla fine e una volta di più ho apprezzato questo bel gruppo che per mesi ha offerto dedizione, inventiva, talento e modestia a una piccola città.
    Questo progetto è stato un gran regalo per Modena, mi mancherà non sapervi in qualche angolo a inventarvi chissà quale iniziativa.
    Spero che Longhi non pensi davvero a un solitario futuro da filologo perché ci ha offerto un mondo nuovo, un modo di vedere, concepire e condividere il teatro a cui non voglio più rinunciare.

  10. Simonetta Salvetti scrive:

    Si riflette di più, ad un’altra si ride di piú, poi si cominciano a cogliere dettagli che erano sfuggiti e ad apprezzare le variazioni che gli attori via via / Mi scuso.. ma cade la connessione. Il succo è…. perché non pensare ad un abbonamento allo spettacolo per chi proprio non vuol perdere nulla? Penso a 3 recite

  11. Federica Ragazzi scrive:

    Un ringraziamento speciale a tutti gli attori de Il ratto d’Europa che oggi pomeriggio si sono esibiti al Teatro Storchi di Modena. È stato uno spettacolo memorabile, divertente,ricco di sorprese e di emozioni che non si riesce a spiegare in poche parole bisogna assolutamente vederlo! Bravi! Bravi! Bravi!

  12. Marina Leonardi scrive:

    Bellissimo spettacolo! Quattro ore volate vie con leggerezza. Claudio Longhi e gli attori tutti, sono stati bravissimi a portare in scena contenuti complessi come è il tema dell’Europa, tra gioco, ironia e grande intelligenza. Bravi davvero! (lo spettacolo è piaciuto anche a mia figlia quattordicenne che è andata in sollucchero davanti all’autografo dell’ottimo Lino Guanciale!)

  13. Celia Peachum scrive:

    Oggi c’era un sacco di sole, fuori dallo Storchi.
    E un sacco di gente, fuori dal cosiddetto Ingresso Artisti: prima i tecnici e il personale del teatro, gli attori, il regista, gli assistenti, gli universitari che danno una mano, tutti arrivati alla spicciolata. Poi i bambini del coro delle Paoli-San Carlo, con la maglietta bianca troppo grande e le scarpe da ginnastica, e gli orchestrali con le custodie degli strumenti più grandi di loro. Poi gli spettatori che aspettano questo o quell’attore, e i genitori venuti a recuperare i figli. Poi i giocatori del Modena Rugby, usciti dopo lo spettacolo con ancora i calzoni corti addosso e i borsoni a tracolla. Poi i ragazzi dei LaboRat delle superiori, coi copioni di due o tre pagine stropicciati sottobraccio, e i ragazzi un po’ più grandi dei LaboRat di Casa Per La Pace, CGIL, Croce Blu. Poi quelli che sono venuti a vederli, gli esiti dei LaboRat, amici e parenti e altri rattizzati, facce note, facce nuove.
    Io non so se sia normale, che così tanta gente passi dal cosiddetto Ingresso Artisti di un teatro, nell’arco della giornata.
    Non so se sia normale, ma di sicuro è bello.

  14. Elisa Passini scrive:

    Mi ‘accodo’ a questa foto per mandarvi il mio commento sui LaboRat. Gente, vedere Dante (Alighieri? o Dante detto Il Cencio? ; ) versione Kiss è stata un’esperienza unica! : D Grazie a tutti i Labor-attori… o Labo-ratt-ori… o La-bora-tori…! : D Beh, quelli li’, insomma. Grazie soprattutto agli studenti delle scuole: le loro performance sono state interessanti e creative. E’ stato bello lavorare in così tanti, di tante provenienze ed età diverse, su un unico e complesso argomento, a volte incrociando gli uni i temi ‘portanti’ di altri gruppi. Tutto questo mi ha aiutata a ‘far un po’ più di pace’ con quella cosa strana che è l’Europa.

  15. Arianna Bazzanella scrive:

    Che belle parole… Io penso che il teatro sia religione laica… In teatro si fa esperienza comune, si condivide, CI si condivide trovando quel filo che ci unisce tutti. Seduti su quelle poltrone al buio con il naso “all’insù” verso il palco, non conta l’età, il lavoro che si fa, come si è vestiti, cosa si pensa, chi si ama… Lì si diventa tutti uguali e uniti da questo sguardo che va oltre il palco e il soffitto. Col vostro lavoro nelle strade, tra la gente, nelle aule, nelle associazioni… avete dato vita a tutto questo all’ennesima potenza. Avete costruito spazi di Comunità. Comunità che sembra derivare da cum-munus, con-dono, inteso come scambio reciproco (munus) e non unilaterale (donus). Comunità come relazione, come mettersi insieme per rinunciare al proprio e costruire spazi insieme agli altri… Ditemi se è poco…

  16. Yan Wen scrive:

    Dear Ratto d’Europa Modena, non sono cosi’ brava a giustificare, non so se sarai lo spettacolo più bello, più creativo, spero di no. Ma la cosa mi ha toccato è che sei un lavoro sincero e onesta, la grande sincerità dietro. Parla della situazione attuale ma non profittala come un “gimmick”. La crisi non è la tua pubblicità. Ho visto un Ratto che sta pensando, magari non fossi il ratto più intelligente ma uno diligente e sincero, tu cerchi di ispirare un momento di pensiero dallo pubblico, invece di tirare solo una rabbia o una tristezza. sei così adorabile, simpatico, cerchi di essere accetto dalla gente. Poi perdonami della lingua…lo so… praticamente non si capisce niente…..va beh…

  17. Lorenzo Galletti scrive:

    Anche se continuo a nutrire qualche dubbio sull’esistenza del verbo forsennare, non posso non condividere la bella, attenta e puntuale recensione di Rossella Menna al Ratto d’Europa.
    Uno spettacolo che ho seguito, seppur indirettamente, durante tutto il suo lungo e articolato percorso di formazione; che vedrò solo in occasione della sua ultima replica; ma che voglio consigliare a tutti, perché conosco il valore delle persone che si sono impegnate nel progetto e perché credo nell’importanza fondamentale di operazioni come questa, per il teatro e per la società.

  18. Patrizia Forni scrive:

    Ciao a tutti raccolgo l’invito fatto da Lino Guanciale durante la presentazione di uno dei Laborat per una puntualizzazione sullo spettacolo, sarebbe forse opportuno far sì che l’attività dei laboratori venisse in qualche modo resa più evidente all’interno dello spettacolo stesso, perché per chi non vi ha partecipato sfugge completamente il nesso tra le parti e la realizzazione del lavoro finale. Visto che questo progetto ha come centralità la partecipazione e l’attraversamento di luoghi, idee, racconti, immagini e tanto altro, forse palesare meglio quelle attività potrebbe arricchire ulteriormente questa meraviglia che è il Ratto d’Europa!!!

  19. Anna Rita Rapanà scrive:

    Complimenti di cuore, un uso della voce pazzesco, un’energia incredibile, pensavo che non ce l’avrei mai potuta fare a seguire uno spettacolo di 3 ore e mezzo, invece di fronte a tanta passione recitativa e una bravura da veri attori fuoriclasse l’ovazione del pubblico di questa sera è stata sentita e meritatissima

  20. Maria Elena Maratia scrive:

    Meravigliosi (!!) agenti del RATTO D’EUROPA, io e Alberto Masini volevamo ringraziarvi per la splendida serata di ieri!!! per le risate, le emozioni, le riflessioni … e anche per lo STRUDEL ALLO SPREAD, buonissimo!! Davvero complimenti a tutti!

  21. Benny Bia scrive:

    W il Ratto D’Europa! Emerge chiaramente quanto lavoro ci sia dietro alla realizzazione di questo spettacolo! Di alto livello gli AGENTI (giovani), innovativa l’organizzazione: 3 ore e mezza di vera cultura.
    p.s. la prova di eurocucina è comunque stravinta: grazie per il tortello di ieri sera!
    Ciao Ratto il tuo ingresso è stato trionfale

  22. Chiara Balestri scrive:

    Se il teatro fa in qualche modo parte della tua vita allora non vedere il Ratto d’Europa è un torto crudele che ti fai e se invece il teatro è qualcosa che non ti interessa, regalati l’opportunità rara di innamorartene. Ragazzi semplicemente strepitosi e regia magistrale. Grazie!

  23. Gloria Focetola scrive:

    Noi c’eravamo Giordana Ricci!! ma mannaggia non stasera perché ormai tornate nell’alessandrino e nel milanese! Ma prenotate già per Roma e festeggiamenti del prossimo giro! Complimenti per il progetto e per uno spettacolo finale, geniale nel sottolineare ricordi di una storia così varia e ricca, fatta non solo di crisi e spread. Ma anche di strade e ponti, di viaggi e confini! Complimenti a chi l’ha pensato, complimenti agli attori (dopati probabilmente vista l’energia e i ritmi!). Vi aspetto anche a Milano!

  24. Giordana Ricci scrive:

    In questo lungo periodo in cui ho seguito ogni vostra mossa, per lo più virtualmente, ho cliccato molti “mi piace”, ho sognato, riflettuto, riso con ogni vostra attività pubblicata… finalmente, ora che sono ritornata a casa dopo aver visto la rappresentazione di ieri sera, mi rendo conto che farvi solo i complimenti non basta! Non basta perché ho provato molto di più di quello che ho immaginato durante l’attesa di vedervi! Io, che non ho mai preso posizioni definite nella società, a volte mi ponevo la domanda, pensando ai confini che ci separano e uniscono dagli altri paesi europei nostri “cugini” :.. ma come ci siamo arrivati fino a qui?
    Bhe, grazie a voi (Lino Guanciale, Simone Francia, Simone Tangolo, Diana Manea, Nicola Bortolotti, Antonio Tintis, Olimpia Greco, Donatella Allegro, Michele Dell’Utri e tutti coloro che hanno collaborato al progetto) ieri ho dato una risposta a questa domanda. Ma soprattutto mi ha spinto non solo ad applaudire fino a quando le mani mi facevano male, ma ad Emozionarmi a guardare il frutto del vostro impegno immenso, dato la mole di materiale raccolto!!!
    Quindi GRAZIE!! .. e state pur certi che avete guadagnato una rattizzata per sempre!!!!
    Ci vediamo a Roma!! ;)

  25. Lucia Aine De Carlo scrive:

    Ci mancherete tanto qui a Modena…mi raccomando tornate a trovarci presto. Grazie per tutto il lavoro svolto in questi mesi e per lo spettacolo che ne è uscito fuori. Ad ognuno di voi ho fatto i complimenti di persona quindi non voglio correre il rischio di ripetermi troppo però…il teatro dovrebbe essere sempre così!!♥

  26. Mariela Gasperi scrive:

    È tardi, ma con quello che ho nel cuore è difficile pensare di andare a dormire. Dovrò rassegnarmi e andare, in qualche modo. Anche solo per sognare. Ma quando sogni da sveglia, a lungo, traghettata da emozioni, visi, sorrisi, braccia che ti stringono e voci che ti sussurrano pensieri dolci e carezzevoli per lo spirito, non sai se è meglio rimanere a goderteli un altro pochino o seguire la ragione, prima che sia già mattina e, con lei, vedere arrivare il vero risveglio, quello che in qualche modo, si porta via tutto, o quasi, riportandoti alla realtà, fatta di pensieri e preoccupazioni. Ma ancora, come dicevo, non ci voglio pensare. Voglio ancora viaggiare, ripercorrere tutti quei posti visitati oggi, in giro per l’Europa, con compagni di viaggio deliziosi ed energici. Che ti hanno fatto ridere a crepapelle e piangere con la stessa intensità. Che ti hanno portata dappertutto, pur rimanendo sempre nello stesso posto. Che ti hanno fatto girare la testa con solo un sorriso, lanciato di sfuggita durante questo mirabolante viaggio. Non sono mai stata realmente e seriamente in giro per l’Europa, ma un viaggio così lo farei anche domani, mollando tutto e tutti. Perché ho capito, oggi, che la condivisione, l’aprirsi agli altri, invece che rimanere accartocciati su se stessi, a leccarsi ferite inflitte da una vita non sempre generosa, non è gratificante quanto darsi a un’ altra persona. Affidarsi, pur non conoscendola, non sapendo nemmeno il suo nome o, al contrario, sapere solo quello. Questo tesoro lo porterò con me ovunque e, nel mio piccolo, cercherò di trasmetterlo a chi vorrà viaggiare con me, a chi avrà voglia di ascoltare le parole di una inguaribile sognatrice. Non sempre ci si deve guardare con “sospetto”, anzi. Per sentirsi veri cittadini d’Europa, bisogna lasciarsi andare e cadere nel vuoto. Perché scopri, alla fine, che qualcuno pronto a prenderti, c’è sempre. E’ stato uno spettacolo e una serata in onore del Ratto, che non dimenticherò mai. Mai. Ho vissuto emozioni che non so quando riuscirò a descrivere per bene o, almeno, come vorrei realmente. Perché le parole sembrano superflue, non adatte. Non riescono a cogliere l’attimo, quell’attimo quando tutto scompare e rimani tu con i tuoi sogni, con la speranza per il futuro. Non solo economia, crisi, ma anche apertura, speranza, futuro. Le lacrime sono scese copiose, lo ammetto, mi sono a tratti vergognata di essermi così lasciata trasportare da queste emozioni. Ma sgorgavano e non si lasciavano di certo fermare da me e la mia razionalità. E’ stato bello. E la cosa che mi consola di più è che non è finito. E’ appena cominciato questo fantastico viaggio insieme. Perché di certo, tutte le persone che ho avuto l’onore di conoscere, non ho proprio intenzione di perderle di vista!!! Un ringraziamento di cuore a Ratto d’Europa Modena, Ert Modena, Lino Guanciale Due, Diana Manea, Michele Dell’Utri, Donatella Allegro, Simone Tangolo, Simone Francia, Olimpia Greco, Nicola Bortolotti, Antonio Tintis, Giacomo Pedini e ultimo, ma non di certo ultimo, Claudio Longhi. È solo un arrivederci, quindi. Ci vedremo a Roma.

  27. Benedetta Pasquinelli scrive:

    Caro Ratto, la vita è strana. Gironzoli x internet e ti imbatti in una idea interessante, in un nuovo progetto! Ti fai prendere, ti lasci coinvolgere e appassionare perché ci credi in quell’idea, in quell’Europa. Poi ti metti in viaggio x toccarlo con mano. 300 km e il sogno diventa realtà. Uno spettacolo divertente ma concreto! Fantastici tutti!! E oggi si torna a casa! tristi ma soddisfatti. Come faremo senza di voi? Auguro a tutti un mondo di bene!!! …. un unico interrogativo: chi c’è dietro e «dentro» il RATTO!? …… Fine?

  28. Mariela Gasperi scrive:

    Grazie, ancora grazie di cuore!

  29. Daniela Lanzotti scrive:

    Grazie, grazie, grazie!!!
    Una esperienza coinvolgente ed emozionante.
    Daccordo su tutto cio’ che dice Yusuf Abukar Kabir.
    E’ così: la città ha riscoperto il profondo interesse e l’amore per il teatro. Il progetto è stato capace di mettere in relazione tanti soggetti (gruppi, associazioni, istituzioni), valorizzare idee, esperienze, competenze. Ha saputo far incontrare persone che con entusiasmo e leggerezza si sono parlate, trovate…ora sarebbe davvero un peccato disperdere tanta energia positiva…
    Nostalgia…che bella sensazione!

  30. Maria Squarcione scrive:

    Il teatro fuori dal teatro è uno dei modi con i quali possiamo riappropriarci di una cultura “territoriale” e diffusa che può far crescere tutti. Ben venga il ritorno alla sperimentazione teatrale e culturale in senso generale. Bisogna impegnarsi in questa direzione e….non c’è niente di più forte che la testimonianza personale. Alla prossima

  31. CORALE POLIFONICA CITTA' DI ANZIO scrive:

    E’ STATO BELLO PER NOI PARTECIPARE AD UNO SPETTACOLO COSI’ DINAMICO ED INTERESSANTE. BRAVI, VERAMENTE BRAVI !

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