Gli amici di Roma

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La scoperta del…Ratto

 

A ottobre 2012 eravamo in alto mare. Per la terza edizione del progetto “La Repubblica siamo noi” promosso da Libertà e Giustizia in collaborazione con l’ANM di Roma, avevamo ottenuto l’adesione di una decina di istituti superiori di Roma, Latina e relative province. Iniziava così il lavoro di organizzazione degli incontri. Tra i temi prescelti “Italia in Europa” da mettere in scena a novembre e quindi a dicembre in altre due scuole. Per il primo incontro al Pasteur avevamo ottenuto l’adesione di Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo e collaboratore di Altiero Spinelli nel periodo dal 1977 al 1986, all’epoca in cui l’eurodeputato Spinelli convinse il Parlamento Europeo a votare a larghissima maggioranza il progetto di Trattato per un’Unione Europea. Fu Pier Virgilio Dastoli, da me inseguito per invitarlo agli altri due incontri, a procuraci il contatto con “Il ratto d’Europa”. In una telefonata mi chiese se conoscevo questo progetto del Teatro di Roma e alla mia risposta negativa mi disse di telefonare a nome suo a Sandro Piccioni della Fondazione cui aveva già parlato di noi. Andai a trovare Piccioni nel suo ufficio. Sommerso da pile di documenti, non aveva un attimo di tregua tempestato dal telefono e dai suoi collaboratori, con un occhio sempre rivolto al computer sul quale arrivavano messaggi di posta elettronica. In questa tempesta lavorativa non perse la concentrazione e capimmo che stavamo perseguendo lo stesso obbiettivo: entrare in contatto con la società, per noi le scuole, per loro varie comunità in città tra cui anche le scuole; loro per scoprire quale la percezione di Europa; noi per parlare in genere di Costituzione ma, in alcuni incontri, con uno sguardo specifico sull’Europa. Ci scambiammo in poche battute l’interesse reciproco a collaborare; mi diede il numero di telefono di Michele Dell’Utri. Telefonai a Michele e da quel momento ebbe inizio la scoperta de “Il ratto d’Europa”.
 

I primi contatti sono stati via telefono e soprattutto email. L’obbiettivo era chiaro: organizzare insieme i due incontri di dicembre nelle scuole vedendoli come l’inizio di un lavoro comune per coinvolgere ed ascoltare gli studenti. Così abbiamo cominciato a scambiarci idee su come organizzare gli incontri.Evitare relazioni frontali e cercare testi, canzoni, video che potessero emozionare gli studenti e farli riflettere sulla loro situazione e sul loro futuro. Il tema “Italia in Europa” si è dimostrato adatto ad un approccio di questo tipo. La situazione di crisi in cui si trovano diversi paesi europei spinge a rifletteresul ruolo dell’Unione Europea.E nel costruire la scaletta degli incontri siamo partiti dalla considerazione che quest’ultima nel 2000 aveva deciso di darsi una Carta dei diritti fondamentali, la prima del nuovo millennio, facendo dell’Europa la regione del mondo dove più è elevato il potenziale per il riconoscimento di libertà e diritti. Dunque un volto assai diverso da quello, sgradito e inaccettabile, che la identifica con la continua imposizione di sacrifici. Una prepotente Europa economica che riduce tutto alla dimensione del mercato e prevarica una evanescente Europa politica. Abbiamo cercato di evidenziare questa contraddizione che si protrae da tempo ricorrendo alla lettura di brani estratti da “La borsa dei valori” che Claudio Magris scrisse nel 1997:
 

“Si sentono molti lamenti su un’Europa della moneta, priva di anima. E’ dubbio che l’anima possa essere contrapposta alla moneta, come se ci fosse un’antitesi fra lo spirito – qualsiasi cosa s’intenda con questo termine – e l’economia; lo spirito – che indirizza la vita e l’agire secondo valori assunti come fondamentali – è autentico solo se si traduce nel modo di essere e di operare, se dunque diventa anche un modo di vedere e di fare economia, di darle senso. Ovviamente i valori – e la loro esigenza – vanno rivendicati in una cultura che, sempre più, considera la vita solo in termini di bisogni, efficienza, utilità; anche in questo caso, i valori non vanno contrapposti ai bisogni, ma devono ispirare il modo in cui li si considera, li si soddisfa, oppure li si sacrifica a qualcosa di superiore. All’Europa del dopo Maastricht sono necessarie la consapevolezza e la difesa del principio di valore, di quell’esigenza di valori universali che costituisce da più di due millenni, l’essenza della civiltà europea.”
 

Europa dei diritti, troppo spesso negletta e ricacciata nell’ombra. Un’Europa fastidiosa che, invece, dovrebbe essere valorizzata proprio quando spirano forti i venti dell’antieuropeismo, mostrando ai cittadini come proprio sul terreno dei diritti l’Unione europea possa offrire un “valore aggiunto”.
 

Abbiamo così organizzato i due incontri di dicembre in cui la presenza degli attori de “Il ratto d’Europa” è stata determinante per comunicare con gli studenti. A seguito di questi incontri nelle scuole in cui siamo stati, i licei scientifici Gullace Talotta e Levi, sono stati avviati due laboratori che contribuiranno alla costruzione del testo dello spettacolo “Il ratto d’Europa” che si terrà nella primavera 2014 al teatro India di Roma. A questi incontri si sono alternati quasi tutti gli attori de “Il ratto d’Europa”: Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Giacomo Pedini (assistente alla regia), Simone Tangolo, Antonio Tintis. In questi primi due incontri ci siamo resi conto di quanto sia difficile trasformare spettatori passivi in protagonisti. La cosa più difficile è districare il groviglio di luoghi comuni, frasi fatte, formule-slogan che ci accompagnano da mesi, da anni. In questo pensiamo che la formula lezione spettacolo possa aiutare con il suo linguaggio teatrale e con la capacità di coinvolgimento degli studenti da parte degli attori. Capire perché nasce l’antipolitica ed evitare che si trasformi in populismo rassegnato e passivo è una delle principali sfide.Vorremmo scoperchiare la pentola degli studenti desiderosi di farsi cittadini anziché massa informe, zittita, spostabile. L’avanzata di Grillo va interpretata come una esplosione partecipativa: non un fuoriuscire dalle istituzioni pubbliche, ma una presa di parola. Una lezione ai partiti tradizionali incapaci di ascolto.
 

Coscienti della difficoltà dell’impresa abbiamo deciso di continuare la sperimentazione organizzando ulteriori incontri sul tema “Rivoluzione della dignità e dei beni comuni”. Questa scelta è stata fatta proprio per parlare agli studenti dell’importanza dei diritti nella vita reale delle persone, dei loro bisogni e della necessità di creare le condizioni per esercitarli. In questa fase stiamo lavorando con Lino Guanciale e Simone Francia e nel farlo mi sono reso conto di quanto sia dura la vita da Ratti ma nello stesso tempo appassionante. Vi ringrazio per considerarmi uno della squadra.
 

Maurizio Olivieri

(Associazione Libertà e Giustizia – coordinatore del Circolo di Roma)
 
 

Giovani europei

 

L’Europa è il sogno, la mobilità, il nuovo orizzonte. È il presente sul quale gli studenti proiettano l’eco del Risorgimento italiano. Europa è un amore a distanza; un amico che sceglie di continuare gli studi a Berlino; una ragazza che vince una borsa di studio per un master a Londra. Europa è il Progetto Erasmus, ma anche e soprattutto una comunità di giovani poliglotti.
 

Juan Manuel è un madrileno laureato in economia, che dopo la discussione della tesi si è trasferito a Londra per imparare l’inglese, lavorando come bar man. Giacomo è romano, laureato in filosofia, e vuole fare domanda di dottorato a Lione. Paul è tedesco, ha 23 anni, una moglie giovanissima e una bambina di pochi mesi; ha deciso di espatriare per l’estate: la stagione da cameriere promette una buona entrata, e ogni occasione è buona per esercitare la conoscenza di una qualunque lingua straniera. Enes è montenegrino ed è abituato a spostarsi di continuo: lavora come formatore per il programma europeo Youth in action. Natalie ha studiato a Cambridge, ma è cresciuta a Birmingham; vive e lavora a Roma da quasi un anno. Sarin ha studiato a Dublino, Marco a Parigi, Thomas a Bruxelles. Emiliano fa il cuoco vicino Barcellona, mentre Estel lavora come tatuatrice a Copenhagen. Gintare, bellezza estone appena trentenne, lavora in una banca etica svedese. Zsuzsi si è trasferita da Budapest ad Amsterdam: parla quattro lingue e insegna all’università.
 

Quelli appena elencati sono solo alcuni esempi della generazione più europea che la UE abbia mai visto: i giovani sono pronti a fare i bagagli in ogni momento, pionieri di un nomadismo moderno e inevitabile. Gli aeroporti sono popolati da genitori che spesso nascondono le lacrime dietro occhiali da sole. Ma i loro figli ostentano quel coraggio dato forse dall’incoscienza: il cordone ombelicale è finalmente reciso, e l’entusiasmo sovrasta ogni timore.
 

Cecilia Carponi

 
 

IL RATTO DISTRATTO

 

Roma , 7 dicembre 2012. Ore 16.00
 

Dopo il lancio del progetto Il ratto d’Europa a Modena nella settimana dal 20 al 27 ottobre 2012, anche la capitale inizia a “rattizzarsi”!
 

Cominciano le prime attività de Il ratto d’Europa a Roma – una settimana, un Prologo, dal 7 al 14 dicembre, fatto di incontri tra la compagnia e alcuni dei sessanta partner del progetto. La prima attività è Atelier Europa, un pomeriggio di laboratorio teatrale, un momento di viva socialità, tra un centinaio di cittadini romani, noti meglio come “atelieristi”, e gli Agenti del Ratto, per lavorare tutti insieme alla preparazione di alcune azioni teatrali (letture, movimenti, suoni, canzoni) in vista della mise en espace del 14 dicembre Euromemoria, frammenti da un presente remoto (presso il Museo Centrale Montemartini), serata conclusiva del Prologo e inizio dell’anno di attività de Il ratto d’Europa a Roma.
 

A seguire, le impressioni e il racconto di uno degli “atelieristi”: Maura Gigliotti.
 

Il ratto distratto
Ratto distratto insoddisfatto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto disfatto a caccia di un gatto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto contratto ma casa ritratto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto malfatto rifatto in anfratto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto
Atto
Tto
To
Ooooooooooooooooo
Piccolo
piccolo
piccolo
ratto
Che poi siamo tutti qui figli di un dio minore qui senza presente se non un ossequioso ritrarsi del tempo senza passato se non un’insana memoria di gesti consueti senza futuro mai.
Il ratto comincia e comincia piano piano e’ sottile il ratto e indugia sofficemente.
Roma una giornata senza sole di un pallido novembre che sa già di natale.
Claudio e’ tornato Claudio che ha inventato parole giochi per noi trapezisti del tempo atelieristi senza fissa dimora. Arriviamo sparsi tutti con le nostre belle storie addosso che si dice karma ma che e’ solo vita in disfacimento.
Sorrisi e sguardi appena accennati un lieve riconoscersi senza necessità di un saluto di un ciao come stai che con fb è più facile molto più facile che su fb sono tutti amici.
Claudio l’incantatore è tornato lui che mette insieme le mani con le parole che ti senti la pancia calda e che forse è solo il cuore che sa di zucchero a volte ma solo a volte.
Ratto d’Europa racconta un’Europa stuprata svilita derubata e rubata ai sogni declinata in un futuro senza un poi.
Claudio ha le mani piene di parole e si avvicina sorridendo quel sorriso da Gandalf il grigio quel sorriso che sa di terra e di memoria e ci racconta di un’Europa possibile e diversa ci divide ci smarrisce ognuno inconsapevole dell’altro che è un perdersi nella danza della parole un mormorare sommesso di pensieri opere e omissioni un tappeto di parole su cui mollemente indugiare.
Affidati alle giovani braccia di attori con la voce da uomo ed il viso bambino noi atelieristi dell’anima equilibristi del sottointeso ci lasciamo guidare ammaliare
io no io che non so recitare nemmeno il padre nostro e che l’atto di dolore lo confondo con l’ave maria io che le parole ce le ho dentro e non fuori.
Claudio si avvicina sorride che io quel sorriso me lo vado a cercare che mi piace che gli si chiudono gli occhi e diventano stretti stretti che neanche il vento ci passa da quegli occhi lì e mi dice tu no tu suoni che io suono suono male ma suono che anche quando cammino suono e a volte anche mentre dormo che è l’anima mia che canta canta male ma canta che c’è Olimpia che lei suona la fisarmonica ed è piccola piccola che la fisarmonica la nasconde tutta e rimangono solo le mani e i suoi capelli bruni. Claudio passeggia a volte scuote la testa come si trattasse di un refolo di pensiero che si affaccia e diventa ingombrante poi sorride annuisce gli atelieristi imparano memorizzano cantano intrepidi pronti per il ratto
Roma un altro giorno di un possibile altrove
Mi sveglio e sono già pronta oggi si compie il ratto distratto di un’Europa che è finita prima ancora di cominciare che il puzzle di Claudio oggi si compone e le parole si allineano a formare un possibile fluire di pensieri interrotti come certi discorsi sospesi a mezz’aria.
Parto direzione Centrale Montemartini che io non lo sapevo che a Roma c’era un posto così un posto dove il passato danza con un improbabile futuro che è già passato anche esso ma ancora non lo sa. Arrivo con il mio organetto sulle spalle che gli altri sulle spalle hanno la vita io no sulle spalle ho il mio organetto ed entro omaggiata da dioscuri impenitenti e li vedo che un po’ parlano un po’ recitano un po’ pensano e a volte cantano più spesso sorridono la ciurma di un capitano coraggioso che conta il tempo dell’anima.
Arrivano glia atelieristi un po’ nervosi un po’ curiosi con nelle tasche i desideri assorti e perduti lasciati andare come cose da poco. Secondo un gioco di numeri e conti si dividono gli atelieristi e si moltiplicano le parole possibili rattizzate anche esse in un condizionale oggi improponibile oggi tutti nel presente di un qui ed ora inenarrabile. Siamo pronti ognuno con le sue belle parole strette strette addosso nella pancia che oggi le parole è da li che escono. Le mani esitano il mantice si apre e respira ed il suono accompagna un sipario che si apre gli spettatori curiosi passeggiano tra le parole che sono le nostre adesso un vento fatto di parole che scompiglia i capelli e i pensieri che porta sorrisi e leggeri dolori. Sparsi gli atelieristi tra piedi e mani di marmo e sguardi che chiedono ancora.
Poi un fischio
poi silenzio
poi il ratto va in scena.
Il ratto ed io di spalle insieme ai miei compagni di un giorno che io il ratto l’ho visto di spalle intravisto direi era grossa grasso e peloso il ratto e l’insano gesto di Giove innamorato di Europa la nostra povera piccola immemore Europa il ratto questa sera sono gli occhi degli spettatori che guardano che cercano che domandano e le mani che cercano le mani che le parole a volte fanno male
l’Europa delle banche
l’Europa infranta devastata
l’Europa che gli hanno strappato l’anima all’Europa.
Poi uno sguardo e si canta insieme e il respiro diventa uno
cento respiri insieme che diventano uno
che per una volta ci puoi credere all’Europa.
 

Maura Gigliotti

 
 

Aspettando Europa…i giovani nel teatro delle esperienze

 

La relazione tra i giovani e le istituzioni a volte è complessa e difficoltosa. La spinta prioritaria per chi lavora con loro è raccordare le esperienze di altri giovani e fare in modo che queste si concretizzino in attività molteplici e valorizzanti per un ragazzo che si appresta a sfruttare una delle tante possibilità che ha a disposizione. L’esperienza di chi si è già messo in gioco e ha vissuto la ricchezza che offre un periodo di mobilità per formarsi, lavorare o fare del volontariato in uno dei Paesi dell’Unione Europea, è il punto di partenza per attivare l’interesse in chi non ha ancora scelto la propria strada da percorrere. Per chi lavora in servizi dedicati ai giovani – come l’Incontragiovani e l’Eurodesk – è fondamentale proprio quell’esperienza fatta sul campo, che diventa veicolo di informazione sostanziale. Ascoltare il racconto di un coetaneo e delle motivazioni che lo hanno indotto a compiere quella scelta, permette di capire a pieno il valore di quell’esperienza.
Per i giovani è utile sapere che per ciascuno di loro che si trova a vivere un momento di scoperta delle proprie propensioni personali e dei propri bisogni di crescita, c’è qualcuno che prima di loro ha già fatto quella stessa esperienza che soddisfa le aspettative, che si dimostra decisiva per dare una svolta alla propria vita e consente di sviluppare la propria identità personale e lavorativa.
 
Tante voci chiedono informazioni e restituiscono risposte attraverso i loro racconti, producendo così un circolo virtuoso in cui la comunicazione teorica si mescola con la pratica dell’esperienza.
L’ignoto diventa possibile e spesso è la soluzione giusta in un periodo che segna la fine di un percorso e l’inizio di un altro, in cui si ha bisogno di riflettere sulla nuova strada da intraprendere, o semplicemente di sperimentare qualcosa di nuovo e diverso, misurandosi con le proprie capacità.
 
Un primo banco di prova può essere la candidatura per partecipare a un Programma offerto dall’Unione Europea, che richiede di seguire alcune semplici regole e prepara i ragazzi a sostenere le prove future per inserirsi nel mondo del lavoro. Anche in questa fase si riveleranno utili i consigli e le inevitabili criticità raccolte attraverso il racconto di esperienze pregresse.
 
Sosteniamo il coinvolgimento dei ragazzi in attività così dinamiche e nelle diverse fasi del percorso, partendo dalla richiesta informativa sulle possibilità a loro riservate, passando dalla scelta della migliore opportunità per arrivare infine al momento della partenza.
Dalla curiosità alla consapevolezza, per praticare l’esperienza. L’attesa per realizzare il proprio progetto di mobilità può avere durata variabile, che è condizionata da come ci si orienta prima di svolgere l’attività. Tutto dipende da ciò che si vorrà fare, dall’iniziativa personale e dalla voglia di provare nuove vie. Ma anche questa è un’esperienza fondante, che diventa bene comune e racconto da condividere.
 

Ilaria Piccioni e Stefania Paolini

(Punto Locale Eurodesk Roma Capitale – Servizio Incontragiovani della Rete Informagiovani di Roma Capitale)